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Facebook: il piano editoriale non è (ancora) morto

Facebook: il piano editoriale non è (ancora) morto

Sempre più spesso sentiamo dire che il piano editoriale delle pagine Facebook sia un concetto oramai superato e che produrre contenuti interessanti e programmati per tempo sia fatica sprecata. Ma le cose stanno davvero così?

In realtà questo è vero solo in parte, così come è vero che non esiste una corrispondenza tra quantità di post pubblicati ed efficacia in termini di risultati.

A differenza di quanti sostengono che il piano editoriale sia ufficialmente morto, riteniamo che a essere morto sia solo il piano editoriale concepito alla “vecchia maniera”.

Stiamo parlando del piano editoriale tradizionale, quello che andava bene diversi anni fa quando c’era ancora una portata organica molto più generosa.

Quello a cui stiamo assistendo già da diverso tempo è infatti una riduzione costante della portata organica (in alcuni casi all’1% della fan base) e ciò ha inevitabilmente spiazzato imprenditori, aziende e social media marketers.

Del resto, l’idea (errata) che Facebook sia gratis poteva reggersi in piedi fino a qualche anno fa ma, in generale, per un’azienda, Facebook non è mai stato gratis e mai lo sarà. E non ha senso arrabbiarsi per questo.

Non dobbiamo mai dimenticare che i Social Network per le aziende sono un canale di business e come tutti i canali di business anche la pagina Facebook aziendale necessita di investimenti nel tempo.

Facebook è un’azienda quotata in borsa, non è un’associazione no profit e monetizza principalmente grazie alle pubblicità che vengono promosse al suo interno (le cosiddette Facebook Ads e non solo).

A questo punto, prima ancora di mettere sotto accusa il piano editoriale, occorrerebbe chiedersi quale sia la strategia più adatta per comunicare oggi su Facebook.

A nostro avviso la chiave di volta consiste nella creazione di contenuti di valore, mirati e in grado di generare interesse verso il brand che camminino di pari passo con la pianificazione di un budget specifico da investire in Facebook Ads e con un’accurata programmazione dei post a pagamento.

Un altro aspetto da considerare è sicuramente la visione contorta delle pagine Facebook da parte delle aziende.

Ancora oggi, infatti, molte imprese interpretano le pagine Facebook alla stregua di vere e proprie vetrine in cui l’unico messaggio che debba passare sia “acquistalo ora”.

Le aziende dimenticano che comunicano in una piattaforma in cui gli utenti che la popolano sono impegnati a fare tutt’altro e benché meno ad acquistare.

Navighiamo su Facebook per curiosità, per condividere i nostri pensieri, i nostri momenti, per restare in contatto con familiari e amici o per conoscere nuove persone e attività vicine a noi.

Questo aspetto, sommato a quelli precedentemente trattati, conferma quanto sia importante ancora oggi un buon piano editoriale e la sua efficacia in termini di risultati e coinvolgimento.

L’obiettivo è quindi interessare gente impegnata a fare tutt’altro e che non naviga su Facebook in cerca di prodotti e servizi da acquistare. La sfida è proprio questa.

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